I sardi prenuragici e i fenomeni celesti

Pubblicato il in 11 novembre 2013 in Eventi in corso

Sito di Pranu Mutteddu Goni (CA)Le ultime importanti novità saranno presentate nel III Convegno internazionale di archeoastronomia, quest’anno gemellato con il XIII Convegno della Società italiana di archeoastronomia, in programma a Sassari dal 14 al 16 novembre nella sede centrale dell’Università

Si fa sempre più nitido il quadro scientifico relativo alle conoscenze dei fenomeni celesti nell’età prenuragica. I ricercatori dell’associazione Aristeo e della Sat (Società astronomica turritana), dopo una serie di indagini sul campo, elaborazioni di dati e analisi statistiche, già in occasione dei precedenti convegni, avevano rimarcato che la posizione delle tombe neolitiche, nell’isola, presenta ricorrenze non casuali che implicano l’adozione di un possibile criterio nell’orientamento degli impianti funerari realizzati dai sardi antichi. Da qui la supposizione, confortata da una serie di riscontri, che i prenuragici avessero una certa confidenza con i fenomeni del cielo e possedessero nozioni funzionali alla conoscenza di un calendario utile alle comunità di agricoltori e allevatori dell’isola.

A distanza di due anni dal primo convegno, in possesso di ulteriori significative novità sul piano scientifico, gli studiosi faranno il punto durante l’importante riunione scientifica di Sassari, dal 14 al 16 novembre prossimi, nell’aula magna e nell’aula “Eleonora d’Arborea” della sede centrale dell’Ateneo, in piazza Università.

Trentasette relatori, cinque sessioni per tre giorni di lavori e la chiusura con un sopralluogo post conference nel sito di Pranu Mutteddu a Goni (Cagliari), in merito al quale saranno illustrate, nel corso del convegno, importanti novità emerse durante le rilevazioni effettuate dai ricercatori di Aristeo e della Sat.

Nelle cinque sessioni non si tratterà solo di Sardegna prenuragica. I relatori, infatti, esporranno una serie di comunicazioni che riguardano analoghi ambiti di studio condotto in alcune realtà del Bacino Mediterraneo.
Il tutto si svolge secondo il programma così ripartito per giornata:
• Giovedì 14 novembre
3° convegno “La misura del tempo” dedicato ad archeoastronomia e archeologia della Sardegna;
• Venerdì 15 novembre
di mattina, programma comune Aristeo-SAT (Società astronomica turritana) e SIA (Società italiana di archeoastronomia) su archeoastronomia e archeologia in Sardegna; di pomeriggio, la prima parte del XIII Convegno SIA.
• Sabato 16 novembre,
seconda giornata del XIII Convegno SIA.

L’importante iniziativa si avvale della collaborazione della Soprintendenza archeologica per le Province di Sassari e Nuoro, dell’Osservatorio astronomico di Brera, della Società italiana di archeoastronomia (Milano), del Centro ricerche archeoastronomia Ligustica (Genova), dell’European associatoin for astronomy education (Garching), dell’Associazione dei planetari italiani (Brescia) e dell’Associazione per l’insegnamento della fisica (Sassari).

Si comincia giovedì 14 novembre, nell’aula magna dell’Università centrale: dopo i saluti istituzionali di Sergio Milia (assessore regionale alla Cultura), Gianfranco Ganau (sindaco di Sassari) e Dolores Lai (assessore alle Culture del Comune di Sassari), a partire dalle 10, sono previsti interventi di: Gian Nicola Cabizza, Michele Forteleoni, Simonetta Castia, Giuseppe Puggioni, Paolo Melis, Alfonso Stiglitz, Vittorio Mazzarello, Elio Antonello, Riccardo Cicilloni, Marzia Monaco, Flavio Carnevale, Silvia Gaudenzi, Marcello Ranieri, Vito Francesco Polcaro, Robertro Sirigu, Andrea Polcaro, Nicoletta Lanciano, Mauro Peppino Zedda, Manuela Incerti, Domenico Ienna, Riccardo Balestrieri, Alberto Scuderi, Ferdinando Maurici, Giangiacomo Gandolfi, Mario Arnaldi, Enrico Calzolari, Adriano Gaspani, Angela Militi, Filippo Bartolo e Marco Codebò. La chiusura dei lavori è prevista per le 13 di sabato 16 novembre, mentre l’indomani, domenica 17 novembre, è programmato un sopralluogo nel sito di Pranu Mutteddu a Goni (Cagliari). Sarà una tre giorni impegnativa tra relazioni e comunicazioni incentrate sul ruolo certamente non secondario che le conoscenze astronomiche avevano nell’organizzazione e nella gestione delle attività agropastorali della Sardegna prenuragica.